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La Fds, Sel, l'unità della sinistra e la questione del governo
lunedì 20 giugno 2011
 
Di Dino Greco

La doppia vittoria nelle elezioni amministrative e nei referendum ha riaperto a sinistra la discussione intorno alla possibilità non soltanto di liberare il Paese da Berlusconi ma, addirittura, di pervenire in tempi brevi ad un'alternativa di governo capace di cambiare in profondità la realtà dell'Italia. Porsi questo interrogativo è non solo legittimo, ma necessario. L'ipotesi di un cambiamento radicale degli equilibri politici va indagata razionalmente, scansando pregiudizi ostativi ed anche frettolose (ed illusorie) precipitazioni.
Sel, ad esempio, è convinta che le condizioni siano maturate a tal punto che i suoi più autorevoli esponenti pongono all'ordine del giorno niente meno che la costruzione di un soggetto unico della sinistra. Allora converrà afferrare il toro per le corna e non eludere il tema posto che chiama in causa anche la Federazione della Sinistra e la sua strategia.

 

 

TAV: OGGI L'INTIMIDAZIONE, A QUANDO LA PROVOCAZIONE?
venerdì 17 giugno 2011
 
di Paolo Ferrero

Stamattina all'alba la Digos di Torino ha effettuato varie perquisizioni negli alloggi di vari esponenti del movimento NO-TAV della Val di Susa. Queste perquisizioni hanno uno scopo puramente intimidatorio, perché non si capisce che cosa pensava di trovare: gli scarponi per rimanere sui terreni di Chiomonte, tende, volantini e striscioni contro la TAV?
Si tratta indubbiamente di un'azione arrogante che cerca di spaventare un movimento che ha la sua forza nel consenso della gente della Val di Susa che cerca di opporsi ad un progetto faraonico, disastroso per l'ambiente e la popolazione della valle e fonte di enorme sperpero di denaro pubblico.
Per adesso siamo solo alle intimidazioni a quando le provocazioni? Se questa è la considerazione che Maroni, ministro degli interni leghista, ha di quello che considera il suo popolo del nord, siamo a posto.

17/06/2011

 
 

Per una Costituente dei beni comuni
mercoledì 15 giugno 2011
 
di Paolo Ferrero

Il risultato dei referendum di domenica  e lunedì scorso è la conferma di un profondo cambiamento che sta avvenendo nel paese e che già si era annunciato nelle elezioni amministrative. In questi giorni è stato sottolineato come i referendum segnalino la crisi organica delle destre, il declino di Berlusconi e l’attenzione sul nucleare suscitata dal disastro di Fukuscima. Il dato di fondo del referendum è però che il voto sull’acqua pubblica ci parla di una decisa inversione di tendenza dell’opinione pubblica del paese sulla questione delle privatizzazioni. Il tema dei beni comuni – a partire dall’acqua – è diventato la forma innovativa in cui si può parlare di pubblico. Un pubblico qualificato dalla dimensione democratica e comunitaria e per questo non riconducibile in alcun modo alla stagione politica del clientelismo democristiano. Da questi referendum emerge inoltre una soggettività dei comitati e delle associazioni che ha costituito – insieme a pochissimi partiti, tra cui in primo luogo Rifondazione Comunista - il tessuto connettivo della raccolta delle firme prima e della campagna referendaria poi. All’interno di questo tessuto di partecipazione occorre poi sottolineare una straordinaria soggettività giovanile che riecheggia le forme di aggregazione e di partecipazione che abbiamo visto all’opera nel movimento altermondialista. Indubbiamente il risultato del referendum – come la straordinaria partecipazione giovanile verificatasi nella tornata amministrativa in alcune città - è il figlio legittimo della stagione di Genova e, proprio nel decennale, ne testimonia la natura tutt’altro che minoritaria.
 
 
 

Grazie di QUORUM!
lunedì 13 giugno 2011

Paolo Ferrero

Una grande vittoria non solo contro Berlusconi ma contro Il neoliberismo e le privatizzazioni praticate in questi vent'anni dal centro destra e dal centro sinistra. Dal referendum nasce una domanda di alternativa fondata sul protagonismo dei comitati, delle associazioni e della partecipazione popolare. Proponiamo di consolidare questo risultato dando vita a una costituente dei beni comuni che raggruppi comitati, movimenti, associazioni e partiti che vogliono uscire dal neoliberismo e costruire il futuro mettendo al centro i beni comuni.
 
 
 

Facciamoci del bene: andiamo tutti a votare Sì
domenica 12 giugno 2011

Paolo Ferrero

Andate a votare e passate la domenica e il lunedì mattina a portare a votare coloro che conoscete.
Questi referendum sono nati dal basso e dal basso si possono vincere, con l’attivazione delle reti “corte” dei partiti, dell’associazionismo, dei comitati, dei parenti, dei conoscenti, dei compagni e delle compagne di lavoro.
Come è stato ieri con lo straordinario successo dell’Europride, occorre costruire una grande mobilitazione di popolo per raggiungere il quorum e vincere il referendum. Sul merito dei referendum è stato detto tutto e quindi non vi annoio. Voglio semplicemente sottolineare il valore politico dei referendum. Non tanto per la caduta di Berlusconi. E’ ovvio che la vittoria nel referendum può dare un ulteriore colpo a Berlusconi e questo è bene. I referendum però parlano del dopo Berlusconi su cui già oggi è in corso la battaglia politica. Il risultato delle elezioni amministrative parla di una crisi della destra a trazione leghista. Berlusconi e la Lega hanno perso al Nord ed è proprio il rapporto tra Lega e PdL che costituiva il baricentro della coalizione ad essere andato in crisi.
 
 
 

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