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giovedì 02 settembre 2010 |
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di Fabio Amato
Barack Obama, nell’annunciare solennemente alla Nazione la fine della fase di combattimento delle truppe statunitensi in Iraq, quella che i più definiscono in modo inappropriato la “fine della guerra”, ha usato toni dovutamente dimessi, evitando celebrazioni che, come ricorderanno in molti, furono invece in modo trionfale quanto improvvido fatte dal suo predecessore solo due mesi dopo l’inizio dell’invasione del paese del Tigri e dell’Eufrate. G. W. Bush annunciò la fine della guerra il primo maggio 2003. Missione compiuta, disse. Gli alleati più servili, quelli che divisero l’Europa e abbracciarono il delittuoso e disastroso disegno neoconservatore, come il governo Berlusconi, si affrettarono ad inviare contingenti per sostenere l’occupante e prepararsi a raccogliere i frutti dei dividendi del petrolio, unica risorsa di quel paese. Inascoltate le proteste contro la guerra preventiva che percorsero le strade di tutto il mondo, con milioni di donne e uomini che vi presero parte.
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lunedì 30 agosto 2010 |
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«Evitiamo gli errori del passato, evitiamo il ritorno all'Unione e il Pd a vocazione maggioritaria. Troviamo un'altra strada». Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista ha accolto positivamente l'appello di Bersani per un'alleanza democratica. Non lo convince però, la prospettiva dell' Ulivo.
Perché?
«C'è un’emergenza nel Paese e per questo va benissimo, data l'attuale legge elettorale, un'alleanza per chiudere con Berlusconi. La Federazione della sinistra, però, non è interessata a entrare nell'Ulivo».
Alleati ma distinti?
«Sì ma non equidistanti. Per intenderci: per noi fa differenza se al governo ci sta Berlusconi o Bersani. E noi preferiamo Bersani. Però al governo non ci andiamo. Perché i governi riformisti alla Prodi hanno fallito».
Restano le differenze, quindi.
«Sì, ma non sono tali da impedirci di stare insieme per sconfiggere Berlusconi o di trovare la convergenza su alcuni punti programmatici. Il nostro progetto, però, non è il governo. Abbiamo un altro obiettivo».
Quale?
«Ci poniamo il problema di unire la sinistra anticapitalista fuori dall'Ulivo. Un soggetto come la Linke in Germania. Per è necessaria una nuova legge elettorale».
Proporzionale?
«Sì, proporzionale con uno sbarramento. Sarebbe un modo per riequilibrare la dialettica politica. A quel punto potrebbero formarsi un polo di estrema destra, uno leghista, uno di destra moderata o di centro, un centro cattolico, un centrosinistra e una sinistra vera».
su la Repubblica del 29 agosto 2010
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giovedì 26 agosto 2010 |
di Paolo Ferrero
Condividiamo la proposta avanzata il 26 agosto da Bersani di dar vita ad una alleanza democratica per sconfiggere Berlusconi. Non si tratta solo di cacciare un governo mefitico, ma di ricostruire il quadro democratico del paese. Questa alleanza deve porsi l’obiettivo di uscire da questa sciagurata seconda repubblica e cementarsi attorno alla difesa e al rilancio della Costituzione, al varo di una legge elettorale proporzionale, alla giustizia sociale. Noi avanziamo da tempo questa proposta - lo abbiamo fatto anche alla manifestazione unitaria delle opposizioni del 13 marzo scorso - e la presa di posizione di Bersani costituisce un passaggio importantissimo. Si tratta dell’unica strada per sconfiggere una destra populista antioperaia e pericolosa per la democrazia. Si tratta di una scelta importante perché mette la parola fine alle ipotesi bipolari e bipartitiche che Veltroni e i suoi alleati stanno continuando a perseguire con grande visibilità sui mass media.
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mercoledì 18 agosto 2010 |
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Roma, 17 ago. 2010 - "Si è spento un avversario a viso aperto che ci ha combattuti e ha vinto". E' quanto afferma il segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero, in relazione alla scomparsa del presidente emerito Francesco Cossiga. "Con lui muore un avversario, un combattente determinato e spietato, che non ha esitato a usare politicamente l'ordine pubblico e lo stato d'eccezione - dichiara il leader del Prc - Cossiga non ha combattuto per la democrazia, ma per il sistema capitalistico occidentale, e ha vinto. Con le sue picconate ha fatto strada alla seconda repubblica. Fedele fino all'ultimo ai propri convincimenti, non ha mai rivelato compiutamente i segreti di cui era depositario".
"Nel salutarlo oggi, con l'augurio che dopo una vita di battaglie che lo hanno profondamente segnato possa riposare in pace - conclude Ferrero -, rinnoviamo il nostro impegno a condurre quella battaglia per la trasformazione sociale e il socialismo che Cossiga ha avversato tenacemente".
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venerdì 13 agosto 2010 |
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Cari amici e compagni, penso che non si possa continuare a tergiversare. A me pare del tutto evidente che la crisi interna al centro destra più che determinare la fine del berlusconismo stia producendo un ulteriore imputridimento della crisi politica. Che i destini del governo e per certi versi della repubblica – visti i propositi anticostituzionali di Berlusconi – siano riassumibili nella diatriba legal giornalistica su un appartamento di Montecarlo non è null’altro che il segno di un degrado senza fine. Nessuno può pensare che il fango tocchi solo gli altri. In questa Weimar al rallentatore che stiamo vivendo da anni lo schifo tocca in egual misura chi lo provoca e chi non è in grado di arrestarlo. Questa crisi ha indebolito il Berlusconi presidente del consiglio ma certo ha rafforzato il disgusto per la politica che milioni di italiani provano verso una classe dirigente che è incapace anche solo di ragionare sui temi che riguardano la vita quotidiana dei propri concittadini. Non so se sarà ancora Berlusconi a beneficiare di questo degrado o se sarà qualcun altro ma so che la ricerca di uomini della provvidenza si è oramai drammaticamente generalizzata. La carica antidemocratica di questa domanda non sarà semplice da smaltire. Quella odierna è la crisi della seconda repubblica, se ne può uscire con un ristabilimento della democrazia o con il suo ulteriore restringimento in senso antidemocratico. Per questo la proposta di un governo di garanzia a me pare oramai completamente inadeguata. Non l’ho mai condivisa ma ne potevo capire le ragione nelle settimane scorse. Vi pare seriamente che si possa continuare così ancora a lungo, con le destre che ammorbano il panorama, la Lega che si erge a paladina della moralità e il paese che sprofonda dentro la crisi? Questo scenario potrebbe durare per mesi. Vi pare possibile che lo sbocco di questo putridume sia un governo istituzionale frutto di una manovra di palazzo, privo di mandato democratico e che avrebbe probabilmente l’unico effetto di permettere a Berlusconi di dipingersi – una volta ancora – come vittima? Persino Bossi descrive ormai il centro destra come una palude.
Vi scrivo per proporvi di cambiare registro, di prendere atto della gravità della situazione e del fatto che per uscire da questo pantano occorre una proposta politica forte e netta. Si chiedano le elezioni anticipate per porre fine al degrado prodotto dal fallimento delle destre e si dia vita ad uno schieramento democratico con cui presentarsi alle elezioni. In questa situazione nessuno ha la bacchetta magica ma si può costruire un’alleanza democratica basata su pochi punti chiari: la difesa della costituzione e il ristabilimento pieno delle regole democratiche, la modifica della legge elettorale in senso proporzionale, una politica sociale redistributiva.
Smettiamola con questo impotente aventino che da troppo tempo caratterizza l’opposizione.
Paolo Ferrero
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