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Le lotte per i beni comuni. Oltre il riformismo e il pensiero debole
lunedì 04 luglio 2011
di Paolo Ferrero
Oggi siamo in Val di Susa alla grande manifestazione contro la Tav e l'occupazione militare della Maddalena. Le ragioni della nostra opposizione alla Tav sono note: in Val di Susa esiste una linea ferroviaria internazionale che è utilizzata al 30%. Perché bisogna sprecare 20 miliardi di euro per fare una nuova linea ferroviaria che non servirebbe a nulla e che trasformerebbe la Valle Susa in un cantiere per i prossimi 15 anni? Perché non ci sono i soldi per la sanità e l'istruzione invece trovano 20 miliardi per fare un'opera inutile e dannosa? Per questo siamo stati, siamo e saremo contro la Tav in Val di Susa.
 
 
 

Siamo a un bivio: o svolta vera o "rivoluzione passiva"
venerdì 01 luglio 2011

di Giovanni Russo Spena

Vi è una grande confusione sotto il cielo della politica; ma la situazione non mi appare affatto eccellente. Stiamo vivendo, infatti, un paradosso che da giorni il nostro giornale illustra. I risultati delle elezioni amministrative, dei referendum, il conflitto sociale e territoriale diffuso alludono ad un cambiamento di fase, alla partecipazione popolare come fuoriuscita dal disincanto del popolo di sinistra, ad una volontà di ricostruzione di una società organizzata democraticamente e autogestita. Vi è una consapevole e, a volte, inconsapevole rimessa in discussione del dogma neoliberista; vi è, cioè, un mutamento profondo dello spirito pubblico. Eppure dal parlamento arrivano, da parte del centrosinistra, solo risposte centriste. Mentre il regime naufraga in quello che Pasquale Voza ha chiamato, sul nostro giornale, “sovversivismo delinquenziale”, le sinistre allontanano da sè stesse il compito di ricostruire l’alternativa, rinchiudendosi in nicchie centriste.
 
 

"Manca il voto dei lavoratori. Non è questa la linea CGIL"
giovedì 30 giugno 2011

intervista a Maurizio Landini

di Fabio Sebastiani

Il testo dell'accordo con Confindutria solleva molti dubbi. In particolare sul voto dei lavoratori...
Non c'è. E non è previsto che gli accordi per arrivare alla firma debbano essere sottoposti al voto. Il punto, poi, è demandato alle organizzazioni sindacali e non assunto dalle controparti. Vorrei far notare che la soglia del "50% più uno" è un arretramento per la Cgil perchè da sempre la confederazione ha sostenuto, e sostiene, che il voto dei lavoratori sugli accordi è decisivo. Questa intesa in realtà non è in grado di dire che non ci saranno più gli accordi separati.
 
 
 

Un accordo autolesionista. Un errore da cancellare
giovedì 30 giugno 2011
di Roberta Fantozzi

E' un pessimo accordo, oltre le peggiori previsioni. Un accordo che interviene su tutti i temi decisivi del rapporto di lavoro: democrazia e rappresentanza e dunque validità degli accordi, esercizio del conflitto, modello contrattuale. Quei temi che hanno motivato la lunga divisione tra Cgil da una parte, Cisl e Uil dall'altra e rinunciando ai quali ora la Cgil, a prezzo di una regressione pesantissima, "rientra in gioco", assumendo la sostanza del modello fin qui contrastato. Le ambiguità di quel contrasto, la volontà evidente di rientrare nella partita, nulla tolgono infatti alla cesura drammatica che si è prodotta con la firma di ieri.
 
 

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