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mercoledì 30 giugno 2010 |
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Mentre va avanti questo colpo di stato monetario, in Italia fanno tutti finta di non vedere. di Paolo Ferrero (Liberazione del 30 giugno 2010) Nel silenzio completo della politica italiana, oggi a Bruxelles si darà vita ad una nuova puntata di quel colpo di stato monetario attuato dalla classi dirigenti ai danni dei popoli europei. Mentre in Italia si discute di altro, In Europa stanno preparando una stangata pazzesca che se dovesse passare cambierebbe drasticamente la vita a milioni di persone. Si tratta delle prime prove di assaggio, strettamente informali, per il peggioramento del Patto di Stabilità.
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venerdì 25 giugno 2010 |
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da ilManifesto del 25 giugno 2010 Lo slogan «da Pomigliano non si tocca a Pomigliano non si piega» è emerso dall'interno di una conricerca che un gruppo di giovani ricercatori del Crs sta conducendo da tempo in quella fabbrica insieme agli operai. Descrive l'arco di sviluppo della vicenda, fino all'esito a sorpresa del referendum: dalla difesa del posto di lavoro alla rivendicazione della dignità e della libertà del lavoratore. La posta in gioco infatti si è alzata. E chi l'ha alzata imprudentemente è stato l'intelligentissimo ed efficientissimo management Fiat, con una ben orchestrata manovra politica su una delicata situazione economica. Hanno commesso un errore. E una volta tanto hanno perso.
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giovedì 24 giugno 2010 |
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di Paolo Ferrero (Liberazione del 24 giugno 2010) Il ricatto della Fiat non ha prodotto il plebiscito. Anzi. Nonostante il clima di intimidazione mafiosa scatenato dall’azienda, dal centro destra e dai sindacati gialli, gli operai di Pomigliano hanno dato a tutti una lezione di dignità. Una vera espressione di autonomia operaia dal padrone, dal governo, dagli organi di informazione e dall’ideologia dominante, secondo cui alla globalizzazione neoliberista non esistono alternative e l’unica soluzione è ingoiare.
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giovedì 17 giugno 2010 |
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di Roberta Fantozzi (Su la Testa di giugno 2010)
L’Europa “La politica restrittiva aggrava la crisi, alimenta la speculazione e può condurre alla deflagrazione della zona euro. Serve una svolta di politica economica per scongiurare una caduta ulteriore dei redditi e dell’occupazione”. E’ questo il titolo della lettera che cento economisti hanno inviato ai membri del governo, ai parlamentari europei, ai rappresentanti delle forze politiche e sociali, al Presidente della Repubblica. Promossa da Bruno Bosco, Emiliano Brancaccio, Roberto Ciccone, Riccardo Realfonzo e Antonella Stirati, all’iniziativa hanno aderito firme autorevoli: tra gli altri Marcello De Cecco ed Augusto Graziani, Paolo Leon, Giorgio Lunghini, Antonella Picchio, Roberto Pizzuti.
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lunedì 14 giugno 2010 |
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di LUCIANO GALLINO (la Repubblica del 14 giugno 2010)
Si spingono in basso salari e condizioni di lavoro per allinearli ai Paesi emergenti Arriva la nuova "metrica del lavoro" con il computer che controlla È possibile che la Fiat non abbia davvero alcuna alternativa. O riesce ad avvicinare il costo di produzione dello stabilimento di Pomigliano a quello degli stabilimenti siti in Polonia, Serbia o Turchia, o non riuscirà più a vendere né in Italia né altrove le auto costruite in Campania. L´industria mondiale dell´auto è afflitta da un eccesso pauroso di capacità produttiva, ormai stimato intorno al 40 per cento. Di conseguenza i produttori si affrontano con furibonde battaglie sul fronte del prezzo delle vetture al cliente. A farne le spese, prima ancora dei loro bilanci, sono i fornitori (che producono oltre due terzi del valore di un´auto), le comunità locali che vedono di colpo sparire uno stabilimento su cui vivevano, e i lavoratori che provvedono all´assemblaggio finale. I costruttori che non arrivano a spremere fino all´ultimo euro da tutti questi soggetti sono fuori mercato.
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