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Settori dipartimento conoscenza, laicità e nuovi diritti
 

 
 

Articoli
PRECARI/E MA DETERMINATI/E
venerdì 22 ottobre 2010
C'è voluta la determinazione dei precari e delle precarie perché la mobilitazione che da più di due anni sta attraversando la scuola italiana rompesse il muro di silenzio dei grandi mezzi di informazione. Certo, se insegnanti e ATA a Palermo, a Benevento, a Pisa, a Milano, a Pordenone, iniziano lo sciopero della fame, addirittura in pieno agosto, se due di loro piantano una tenda in Piazza Montecitorio, davanti al palazzo simbolo, anche se sbiadito, del potere politico, è difficile far finta di nulla. Ecco allora scatenarsi, in un turbinio di telecamere e taccuini, una folla di giornalisti, tutti - con le solite eccezioni – ansiosi di raccontare il caso umano, il dramma individuale. Salvo trovarsi di fronte a persone che, con la stessa pazienza e l'identica passione con le quali di solito si rivolgono ai loro studenti e studentesse, spiegavano che no, la loro protesta non è rivolta a salvare se stessi, riguarda qualcosa di più grande: la difesa della qualità della scuola della Repubblica e il futuro delle nuove generazioni. Se questo accade e, temo, continuerà ad accadere, il problema non risiede soltanto nella cattiva qualità del nostro sistema di informazione. Al fondo, a me sembra, c'è un atteggiamento di sottovalutazione, quando non di vera e propria condiscendenza, riguardo alla politica scolastica governativa che coinvolge in eguale misura il mondo dell'informazione, la gran parte degli intellettuali, le forze politiche della cosiddetta opposizione e parte dello schieramento sindacale.
 

 

Gelmini-Marchionne, le due facce della stessa medaglia
venerdì 22 ottobre 2010
Non capita spesso di sentir parlare di mobilitazioni della scuola nei mesi estivi, eppure è quello che sta accadendo, in barba ai luoghi comuni che vorrebbero gli insegnanti sotto l'ombrellone. In verità, a partire dalla manifestazione nazionale della CGIL del 12 giugno c'è stato un intensificarsi delle iniziative. A giugno lo sciopero degli scrutini indetto dai sindacati di base, pienamente riuscito, seguito da occupazioni degli uffici scolastici in moltissime provincie e da sit-in sotto il ministero dell'istruzione. A metà luglio la manifestazione a piazza Montecitorio indetta, per il terzo anno consecutivo, dal Coordinamento Precari Scuola e, infine, l'emergere di forme di lotta radicali ed estreme, come lo sciopero della fame, iniziato a Palermo e che in queste ore Giacomo e Caterina, due precari palermitani, stanno proseguendo a Roma nel luogo simbolo del potere politico, piazza Montecitorio, sostenuti da decine di insegnanti, non solo precari, in presidio permanente.
 
 

IN CAMPANIA SPETTACOLO E CULTURA SEMPRE PIU’ A RISCHIO
venerdì 22 ottobre 2010
Intervista di Vincenzo Morvillo
Acque sempre più agitate insidiano il mondo dello spettacolo dal vivo e della cultura in generale, a Napoli e in Campania. La causa: gli annunciati tagli al settore, che la nuova amministrazione Caldoro - neo eletto governatore della Campania - intende attuare per ridurre quella politica degli sprechi che, a suo dire, avrebbe caratterizzato tutta la passata amministrazione Bassolino.
 
 

Idee per una politica culturale di Rifondazione
venerdì 22 ottobre 2010
Nelle tante riflessioni intorno alle cause della sconfitta elettorale alle elezioni politiche del 2008 abbiamo individuato alcuni errori di fondo compiuti dal nostro partito. Errori di analisi ed errori politici quando abbiamo pensato che l’alternanza potesse aprire la strada all’alternativa; quando abbiamo sottovalutato i rapporti di forza esistenti e ritenuto che i partiti di centro sinistra al governo potessero essere permeabili ai movimenti e alle istanze sociali; quando invece abbiamo sottovalutato la nostra stessa “permeabilità” al potere e alla separatezza istituzionale e non ci siamo accorti che l’attacco alla politica e alla sua casta stava diventando senso comune e stava coinvolgendo anche il nostro elettorato.
 
 

I tagli alla cultura del governo Berlusconi
venerdì 22 ottobre 2010
È difficile parlare della gravità delle politiche del governo Berlusconi nei confronti della cultura, della conoscenza e dell’informazione in un momento in cui l’attacco ai lavoratori, ai loro diritti, allo stato sociale e alle istituzioni democratiche del paese è di una pesantezza senza precedenti. Ma credo che dobbiamo tentare nell’analisi di cogliere il legame profondo che unisce tutte le azioni messe in atto da questo governo e che l’attacco di inedita gravità alla cultura e ai suoi lavoratori non è fatto accessorio e ininfluente, né determinato e motivato dalla crisi economica e dalla “necessità” di tagli, ma rientra esattamente nell’idea tutta strategica di demolizione della democrazia e delle conquiste dei lavoratori.
 
 

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