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PASSIONE E IMPEGNO PER FARE PASSI AVANTI
mercoledì 15 dicembre 2010

Articolo sul tesseramento al 31 ottobre 2010

di Claudio Grassi su Liberazione 15/12/2010 

Il 5 agosto pubblicammo su Liberazione la prima rilevazione del tesseramento 2010.  Le iscritte e gli iscritti risultavano 22.055, pari al 47% del 2009. Come avevamo annunciato pubblichiamo oggi il secondo rilevamento che certifica il dato al 30 ottobre. Siamo 35.003, il 74% rispetto al 2009.

Qui sotto potete leggere la situazione federazione per federazione e regione per regione.


 

 

Con la passione possiamo farcela
lunedì 09 agosto 2010

di Claudio Grassi - resp. organizzazione

Liberazione 5 agosto 2010

Come ci eravamo impegnati a fare con il convegno di Caserta, diamo continuità all’azione di informazione e di trasparenza sul tesseramento del nostro Partito. Alcuni mesi fa avevamo pubblicato (non avveniva da diversi anni) il dato definitivo degli iscritti e delle iscritte del 2009. Oggi rendiamo pubblici i dati al 30 giugno 2010. Lo avevamo già scritto, ma lo ribadiamo anche oggi: siamo l’unica forza politica che rende pubblici, attraverso la pubblicazione su un quotidiano, i dati del proprio tesseramento.

 
 

1960: la rivolta di una generazione
martedì 06 luglio 2010
 
di Claudio Grassi

Lauro Farioli, operaio di 22 anni, orfano di padre, sposato e padre di un bambino; Ovidio Franchi, operaio di 19 anni, il più giovane dei caduti; Emilio Reverberi, operaio di 39 anni, partigiano nella 144a Brigata Garibaldi; Marino Serri, pastore di 41 anni, partigiano, primo di 6 fratelli; Afro Tondelli, 36 anni, operaio, partigiano della 76a Sap, quinto di otto fratelli. Sono nomi diventati familiari a milioni di compagne e compagni che in questi decenni, alle manifestazioni, hanno cantato la bellissima canzone di Fausto Amodei, “Per i morti di Reggio Emilia”. Morti a Reggio Emilia, appunto, nella piazza che oggi si chiama ”Martiri 7 luglio”. Assassinati nell’estate di 50 anni fa dal piombo delle “forze dell’ordine” del governo Tambroni. Erano in piazza a manifestare contro la repressione che si era scatenata in tutto il Paese, con morti e feriti, dopo che la mobilitazione a Genova era riuscita ad impedire che in quella città – medaglia d’oro della Resistenza – si tenesse il congresso del Msi. Una nuova generazione, quella delle magliette a strisce, aveva riempito le strade e le piazze di tutta Italia. In continuità con quella precedente che aveva fatto la Resistenza, si mobilitò contro un governo – il governo Tambroni – che era nato nel marzo del 1960 con l’appoggio decisivo del Msi. 

 
 

Questo giornale, così fragile, così necessario
martedì 06 luglio 2010

di Dino Greco

 

Spero ardentemente che tutti i compagni e le compagne che mantengono una frequentazione del nostro/loro giornale e ne comprendono la funzione insostituibile, abbiano colto appieno la fase cruciale nella quale siamo, che può segnare il rilancio oppure la fine, in tempi molto rapidi, delle pubblicazioni. Non sto scherzando e vi assicuro che non vi è alcuna enfasi, né alcun gusto per la drammatizzazione in questo allarme.

 

 
 

Claudio Grassi - chiusura Tesseramento 2009
mercoledì 26 maggio 2010

“Apertura e accoglienza: trasformiamo i luoghi della politica per ricostruire”

Una riflessione a partire  dai dati sul Tesseramento 2009

di Claudio Grassi*

Manca ancora qualche aggiornamento, ma i dati del tesseramento del 2009 che pubblichiamo in questa pagina  possono essere considerati definitivi. Come vedete dalla tabella (vedi oltre) gli iscritti sono 46.692, pari al 66% dell'anno precedente. Si tratta di un arretramento pesante che avevamo ampiamente previsto nella assemblea nazionale di Caserta il 7 e 8 novembre dello scorso anno.

E' importante fare una riflessione su questo dato e io cercherò di farla, seppur brevemente. Prima però vorrei mettere in rilievo un fatto: siamo rimasti l'unico Partito che espone pubblicamente, su un quotidiano, il numero dei propri iscritti. Non sarebbe male che ciò venisse fatto da tutti, in particolare da quei partiti che, agitando il tema della lotta alla partitocrazia, da quando sono nati non hanno mai fatto un congresso e non hanno mai reso trasparente la propria situazione organizzativa. 

Quali sono le cause del nostro arretramento? Si tratta di cause molteplici, tre delle quali mi paiono quelle principali.

La prima consiste in una crisi generale della politica ed in particolare di quella politica che si esprime attraverso l'adesione ad un partito. E' un fatto che riguarda tutte le forze politiche. Per fronteggiare questa situazione credo che per noi comunisti sia necessario cambiare radicalmente la nostra struttura organizzativa, il modo di fare politica, gli strumenti e i luoghi che utilizziamo. Senza una revisione profonda di tutto ciò il calo delle adesioni è destinato ad aumentare. A partire dai nostri Circoli e dalle nostre Federazioni il messaggio che dobbiamo dare è quello dell'apertura, dell'accoglienza. Vanno pertanto trasformati i luoghi della politica, nei quali non soltanto si fanno riunioni, ma si organizzano anche momenti di socialità: cene di autofinanziamento, corsi di lingua per i migranti, costituzione dei Gap e delle casse di resistenza. Senza dimenticare un lavoro che in questi anni abbiamo un po' trascurato: la formazione e il dibattito sulle grandi questione teoriche, storiche e internazionali. Perché se è vero che il giovane che si avvicina a Rifondazione comunista diffida giustamente di dogmatiche certezze, è altrettanto vero che vuole discutere “in profondità” i problemi che vive.

La seconda causa della flessione è stata sicuramente la scissione che si è prodotta dopo il congresso di Chianciano. I 24.500 iscritti che mancano rispetto al 2008 non si sono certamente tutti “trasferiti” in Sinistra, Ecologia e Libertà, ma con ogni probabilità la maggioranza di essi non si è iscritta a nessun partito. Questo distacco ha sicuramente a che fare con i disastri prodotti a sinistra negli ultimi vent'anni: scissioni e ancora scissioni. Il  risultato concreto che esse hanno prodotto è che ogni volta una parte dei nostri compagni “torna a casa” deluso da personalismi e divisioni. Senza invertire questa tendenza alla divisione non vi è nessuna speranza di riacquistare un minimo di credibilità. Ecco perché è importante, come ha deciso l'ultimo Comitato politico nazionale, costruire rapidamente la Federazione della Sinistra, prima tappa di un processo di ricomposizione a sinistra dopo venti anni di divisioni. Parallelamente a ciò va  lanciata subito una offensiva unitaria nei confronti di Sinistra Ecologia e Libertà. I progetti per il momento sono diversi, ma sono tante le lotte che possiamo fare assieme se accantoniamo le “beghe dei piccoli orticelli”: raccolta di firme per il referendum sull'acqua; sostegno al mondo del lavoro; lotta al razzismo e a tutte le forme di discriminazione; difesa della Costituzione e dei valori della Resistenza. E' poco? Non mi pare!

La terza causa risiede nel crollo di credibilità che abbiamo subìto con la partecipazione al governo Prodi (2006-2008) e il conseguente esperimento della Sinistra Arcobaleno. Il discorso è semplice: quando governa la destra si sviluppa nel nostro elettorato una spinta fortissima all'unità e se ci presentiamo uniti alle forze del centrosinistra veniamo premiati (i migliori risultati li abbiamo avuti nel 1996 e nel 2006). Subito dopo, però, la coalizione va in crisi per le differenze profonde che convivono al suo interno. Sono gli effetti perversi del sistema maggioritario e bipolare che noi giustamente contrastiamo e che ha prodotti tanti danni a questo Paese, a partire da un incremento fortissimo dell'astensionismo.

Dobbiamo fare tesoro di queste esperienze negative, che ci hanno isolato dai nostri referenti sociali. Ma qui e ora, con un governo Bossi-Berlusconi, è urgente e ineludibile il problema di unire le forze democratiche e della sinistra per sconfiggere la destra (che è tutt’altra cosa che stringere un accordo di Governo).

Sulla base di queste valutazioni e di queste proposte di lavoro che il Partito si è dato credo che sia possibile anche intraprendere un lavoro di ricostruzione del nostro partito e della sua capacità organizzativa.

L'obiettivo che possiamo darci è quello di completare il tesseramento del 2010 in concomitanza con la chiusura della Festa nazionale di Liberazione di settembre, per poi dedicare gli ultimi tre mesi dell’anno al recupero di vecchi iscritti e alla ricerca di nuove adesioni. I segnali che cominciano ad arrivare da alcuni territori dicono che ce la possiamo fare!

* segreteria naz. - resp. organizzazione
Liberazione  4 maggio 2010

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