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Gabbo. Continuano le indagini: è omicidio volontario
lunedì 10 dicembre 2007

Si fa sempre più problematica la posizione di Luigi Spaccarotella – l’agente che ha sparato quella domenica mattina – che viene accusato di omicidio volontario. Spaccarotella ribadisce l’accidentalità di ciò che è successo, affermando di non aver mirato alla persona. Intanto viene accantonata definitivamente la versione del colpo partito accidentalmente durante la corsa dell’agente. Anche perché le testimonianze, compresa quella dell’amico di Gabriele Sandri che guidava la macchina, lasciano pochi dubbi sulla posizione a braccia tese dell’agente. Il capo della procura di Arezzo Di Cicco dice: “Nulla giustifica il poliziotto che ha sparato ad altezza d’uomo. E’ stato un atto di follia imperdonabile” Intanto continuano a comparire in varie città scritte contro le forze dell’ordine.


Forse per ridimensionare quell’aurea d’innocenza di Gabriele Sandri fonti di polizia a Milano riferiscono che il Sandri fu fermato nel gennaio del 2004 con altri tifosi laziali armati di cacciaviti. Inoltre i tre ragazzi laziali che viaggiavano sull’auto quella tragica mattina sembrerebbe facciano parte del gruppo “in basso a destra” che oltre la collocazione sugli spalti in curva nord indica chiaramente la collocazione politica-ideologica.


Non pensiamo che queste siano delle novità. La politica nelle curve c’è sempre stata, anche se la trasformazione di alcune curve in basi organizzative di formazioni dichiaratamente razziste e fasciste e il loro intrecci con il business sportivo e politico è più recente.


Pensiamo però che “l’atto di follia imperdonabile” rimanga in tutta la sua evidenza. Perché se non ammettiamo l’uso delle armi per fermare un ladro, figuriamoci per fermare dei ragazzi che vanno allo stadio. Anche se sono stati coinvolti in una rissa. (d.g.)


Roma, 15 novembre 2007


 

 

Oggi a Roma addio a Gabbo
lunedì 10 dicembre 2007

"Gabbo" è stato salutato per l'ultima volta oggi a Roma, Balduina, il suo quartiere. La cerimonia, partecipatissima, è stata interrotta più volte da applausi. Presenti tifosi, calciatori e politici. Alla fine dell'omelia funebre c'è stato il corteo spontaneo degli ultras di Lazio, Roma e altre squadre. "La prima battaglia che dovremmo affrontare è di renderti giustizia" così Cristiano, il fratello di Gabriele, ha detto durante il discorso nella chiesa di San Pio X. "Giustizia, giustizia" hanno invocato più volte i tifosi.

Intanto a Roma si convalidano gli arresti per tre ragazzi arrestati dopo gli scontri di domenica. A Milano sono in libertà alcuni dei fermati, che saranno processati per direttissima.

Ancora oggi si parla del secondo colpo partito accidentalmente, secondo le sue stesse dichiarazioni, durante la corsa dell'agente, dopo lo sparo in aria; ma nuove testimonianze sembrano convalidare la versione secondo la quale l’agente avrebbe sparato con le braccia tese in avanti, ad altezza d'uomo. 

Le indagini procedono. Oggi è il momento del silenzio, del dolore. E forse sarebbe stato meglio rispettare il silenzio anche da parte del ministro Amato, che invece ha fatto sapere che ''Nel caso accadessero disordini come quelli dell'altra sera, la scelta non sarebbe la stessa, che aveva una sua specificità''.

Pensavamo che bisognasse abbassare i toni e che l'intelligente risposta delle forze dell'ordine domenica sera fosse un’indicazione chiara di come non esacerbare gli animi, in un periodo in cui in Italia il clima sembra surriscaldato proprio dalle dichiarazioni dei politici. Anche in questo caso la famiglia della vittima ha tenuto un comportamento più responsabile e dignitoso di alcuni politici, che hanno tentato la strumentalizzazione dei fatti accaduti dopo l'uccisione di Gabriele. (d.g.)

 

Roma, 15 novembre 2007


 
 

Hina. 30 anni al padre e ai due cognati
lunedì 10 dicembre 2007
Due anni e 8 mesi allo zio per "soppressione" di cadavere. Risarcito il fidanzato della vittima

 Il Gup del Tribunale di Brescia ha accolto le richieste del Pm Paolo Guidi: 30 anni per il padre e i due cognati di Hina e due anni e otto mesi per lo zio. Il giudice nella sentenza ha riqualificato, inoltre, il reato di occultamento di cadavere in quello di soppressione di cadavere. Questa la sentenza pronunciata per l'uccisione della giovane uccisa dai familiari a Sarezzo, nel Bresciano, l'11 agosto 2006. È stato anche deciso di tenere in isolamento Khalid, uno dei due cognati, perchè in carcere avrebbe aggredito il padre di Hina.

Alla lettura della sentenza la madre di Hina è uscita dall'aula iniziando a urlare in forte stato di alterazione nervosa. Un'ambulanza del 118 è arrivata in Tribunale per soccorrere la donna, che è stata poi ricoverata in ospedale.

La sentenza ha inoltre assegnato 20mila euro al fidanzato della vittima Giuseppe Tempini. Soldi che il ragazzo darà in beneficenza. Il processo è stato celebrato con rito abbreviato e a porte chiuse. L’avvocato del padre di Hina, Alberto Bordone ha spiegato che si è trattato di “Una sentenza attesa” e proseguendo “Attendo le motivazioni - ha detto - che dovranno essere depositate entro il 20 gennaio prossimo, poi penseremo al ricorso in appello”. (amb)


14 Novembre 2007

 
 

Uccisone di Gabriele Sandri: le indagini procedono
lunedì 10 dicembre 2007

Amato riferisce alla Camera

Tutti auspicano che rapidamente sia fatta piena chiarezza sulla dinamica dell'uccisione di Gabriele Sandri, il giovane ucciso da un colpo esploso dalla pistola dell'agente Luigi Spaccarotella nell'autogrill all'altezza di Arezzo. Intanto c'è la possibilità che l'accusa per l'agente intervenuto - a dire di tutti - in modo molto discutibile per sedare una rissa si trasformi da omicidio colposo a volontario. Spaccarotella afferma di aver sparato il primo colpo in aria e il secondo (quello che con ogni probabilità ha ucciso Sandri) gli sia partito mentre correva. La testimonianza di un agente di commercio che viene già chiamto "il supertest" parla però del braccio teso (e quindi con intenzione di mira) dell'agente. Aspetteremo tutte le perizie balistiche e i risultati dell'autopsia sulla vittima. Il Ministro Amato riferendo alla Camera ha ribadito che nessuno ha interesse a occultare la verità, ma ci sono stati dei problemi di reperimento delle informazioni sul tragico incidente.


Forse Amato rispondeva al Presidente delle Camera Bertinotti che parlava di reticenze nelle informazioni.
Bertinotti ha aggiunto anche che è "incomprensibile l'uso delle armi". E questo sembra proprio il dato grave.
Crediamo nelle testimonianze dei colleghi di Spaccarotella nel descriverlo una persona equilibrata. Ci chiediamo però come si possa pensare di estrarre un’arma da fuoco per sedare una rissa. Rissa che non poteva essere chiaro se fosse o meno tra tifosi di squadre differenti. Oppure sì e questo ha indotto a comportamenti più determinati? Quello che preoccupa è un clima di tensione sociale di cui le curve sono solo un sintomo, e in cui lo Stato, per molti giovani, ha il solo volto delle Forze dell'ordine.


Retoricamente Amato si chiede se anche nel calcio si possa avere un tifo senza risse come in altri sport. Amato dovrebbe sapere che non solo non è così neanche negli altri sport, ma che il calcio muove un business talmente smisurato rispetto a tutte le altre discipline, che lo caratterizza non solo come l'attività sportiva più importante anche socialmente, ma proprio per questo anche come il luogo simbolico in cui le identità e i conflitti si palesano e si esasperano. Passioni, amicizie, identità, ma anche operazioni politiche, assetti societari e affari si giocano nelle curve dello sport più bello e ricco del mondo. Intanto che l'Osservatorio sulle manifestazioni sportive vieta le trasferte ai tifosi violenti e si vuol affibbiare il reato di terrorismo ai protagonisti dergli scontri dell'altra notte, qualcuno allude alla manifestazione di Genova per la verità sui fatti del G8 del 2001, come possibile momento di pericolo per le Forze dell'Ordine. Chissà se rispunteranno fuori i black bloc...

Danilo Giorgi

 

Roma, 13 novembre 2007

 


 
 

Disastro ambientale nel Mar Nero
lunedì 10 dicembre 2007

Forse sappiamo quando finirà il petrolio, ma non quali saranno gli effetti dell'ennesimo disastro ambientale dovuto all'oro nero. Le navi colpite dalla tempesta nel Mar Nero che affondando hanno riversato migliaia di tonnellate di greggio, di zolfo e materiali ferrosi nelle acque, non sono state progettate per affrontare il mare aperto, ma per navigazione sotto costa e fluviale. Inoltre è ormai chiaro che la manutenzione di queste carrette del mare in epoca di liberismo non è neanche presa in considerazione. Il Mar Nero, già ormai seriamente compromesso dall'inquinamento, si riversa nel già esausto Mar Mediterraneo. Molte sono le specie migratorie che passano proprio per i luoghi del disastro ambientale (il Wwf russo denuncia già le prime 30 mila morti d'uccelli), in un ecosistema già fragile da cui dipendono anche le popolazioni umane che grazie a quel mare vivono. (d.g.)

Roma, 13 novembre 2007


 
 

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