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Nuovo sito di Rifondazione Comunista


www.rifondazione.it




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Le lotte per i beni comuni. Oltre il riformismo e il pensiero debole
di Paolo Ferrero
Oggi siamo in Val di Susa alla grande manifestazione contro la Tav e l'occupazione militare della Maddalena. Le ragioni della nostra opposizione alla Tav sono note: in Val di Susa esiste una linea ferroviaria internazionale che è utilizzata al 30%. Perché bisogna sprecare 20 miliardi di euro per fare una nuova linea ferroviaria che non servirebbe a nulla e che trasformerebbe la Valle Susa in un cantiere per i prossimi 15 anni? Perché non ci sono i soldi per la sanità e l'istruzione invece trovano 20 miliardi per fare un'opera inutile e dannosa? Per questo siamo stati, siamo e saremo contro la Tav in Val di Susa.
 
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Siamo a un bivio: o svolta vera o "rivoluzione passiva"

di Giovanni Russo Spena

Vi è una grande confusione sotto il cielo della politica; ma la situazione non mi appare affatto eccellente. Stiamo vivendo, infatti, un paradosso che da giorni il nostro giornale illustra. I risultati delle elezioni amministrative, dei referendum, il conflitto sociale e territoriale diffuso alludono ad un cambiamento di fase, alla partecipazione popolare come fuoriuscita dal disincanto del popolo di sinistra, ad una volontà di ricostruzione di una società organizzata democraticamente e autogestita. Vi è una consapevole e, a volte, inconsapevole rimessa in discussione del dogma neoliberista; vi è, cioè, un mutamento profondo dello spirito pubblico. Eppure dal parlamento arrivano, da parte del centrosinistra, solo risposte centriste. Mentre il regime naufraga in quello che Pasquale Voza ha chiamato, sul nostro giornale, “sovversivismo delinquenziale”, le sinistre allontanano da sè stesse il compito di ricostruire l’alternativa, rinchiudendosi in nicchie centriste.
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"Manca il voto dei lavoratori. Non è questa la linea CGIL"

intervista a Maurizio Landini

di Fabio Sebastiani

Il testo dell'accordo con Confindutria solleva molti dubbi. In particolare sul voto dei lavoratori...
Non c'è. E non è previsto che gli accordi per arrivare alla firma debbano essere sottoposti al voto. Il punto, poi, è demandato alle organizzazioni sindacali e non assunto dalle controparti. Vorrei far notare che la soglia del "50% più uno" è un arretramento per la Cgil perchè da sempre la confederazione ha sostenuto, e sostiene, che il voto dei lavoratori sugli accordi è decisivo. Questa intesa in realtà non è in grado di dire che non ci saranno più gli accordi separati.
 
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Un accordo autolesionista. Un errore da cancellare
di Roberta Fantozzi

E' un pessimo accordo, oltre le peggiori previsioni. Un accordo che interviene su tutti i temi decisivi del rapporto di lavoro: democrazia e rappresentanza e dunque validità degli accordi, esercizio del conflitto, modello contrattuale. Quei temi che hanno motivato la lunga divisione tra Cgil da una parte, Cisl e Uil dall'altra e rinunciando ai quali ora la Cgil, a prezzo di una regressione pesantissima, "rientra in gioco", assumendo la sostanza del modello fin qui contrastato. Le ambiguità di quel contrasto, la volontà evidente di rientrare nella partita, nulla tolgono infatti alla cesura drammatica che si è prodotta con la firma di ieri.
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TAV: REGNA L'ORDINE A CHIOMONTE MA E' VITTORIA DI PIRRO

di Paolo Ferrero

L'ordine regna a Chiomonte, ma è vittoria di Pirro. Con un intervento militare che ha impegnato migliaia di agenti,  il Governo ha sgomberato stamattina il presidio No Tav di Chiomonte. Si tratta di un successo puramente militare, indegno di un paese civile, che non sposta di una virgola il problema politico, e cioè che la maggioranza della popolazione della valle è contraria a quest'opera dannosa per l'ambiente e assurda per le finanze pubbliche, visto il costo di 20 miliardi. Non a caso la Val di Susa in questo momento è bloccata da vari blocchi stradali, i lavoratori di varie aziende sono immediatamente scesi in sciopero e domani sera a Susa vi sarà una pacifica manifestazione di massa contro la TAV. Adesso che Maroni ha fatto la sua prova di forza contro la popolazione cosa pensa di fare, di militarizzare la valle per un decennio? Quella di stamattina è una pura e semplice follia che non risolverà nulla.

27/06/2011

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Val di Susa, avanzano le forze dell'ordine

ore 9.45

La colonna delle Forze dell'Ordine si sta avvicinando sempre di più al piazzale della Maddalena dove è presente il presidio 'no Tav'. Al momento sulla zona è visibile un fitto lancio di lacrimogeni sparati anche dall'alto della montagna e, come comunica anche la radio che trasmette dal presidio, l'aria è ormai irrespirabile e i manifestanti stanno faticosamente cercando di resistere. Intanto diversi esponenti del movimento 'no Tav' stanno cercando di organizzare blocchi stradali in tutta la valle.

ore 8.50

Le Forze dell'Ordine con alcuni macchinari sono riusciti ad entrare in due punti del presidio 'no Tav' a Chiomonte. Prima una draga e' entrata nella zona di Giaglione e poco fa anche nel punto della Centrale elettrica. In quest'ultimo punto ci sono stati lanci di lacrimogeni e di sassi e ora le Forze dell'ordine stanno procedendo lungo la strada bassa del presidio.

CHIUSA AUTOSTRADA A32, MEZZI IN AVVICINAMENTO L'autostrada A32 e'stata chiusa al traffico e numerosi mezzi delle Forze dell'Ordine e delle ditte incaricate di aprire il cantiere per i lavori della Tav, sono in arrivo a Chiomonte in Val di Susa. L'allarme al presidio No-Tav de La Maddalena e' scattato intorno alle 4:40 di questa mattina con lo sparo di alcuni fuochi d'artificio dal piazzale. Tensione e lancio di pietre, senza conseguenze, ed insulti all'indirizzo degli operai delle aziende.

TAV: FEDERAZIONE ANARCHICA, BLOCCATO MANIFESTANTE Un manifestante, Turi Vaccaro,e' stato bloccato dalle forze dell'ordine mentre tentava di fermare una ruspa che si avvicinava al cantiere per le opere di realizzazione della linea Torino - Lione. L'uomo, secondo quanto afferma la Federazione Anarchica Torinese, si era lanciato sull'autostrada per fermare l'avanzamento del mezzo e sarebbe portato via di peso dalla polizia. .

agi in data:27/06/2011
 
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Petizione per il riconoscimento dello stato di Palestina

Noi cittadini europei, liberi e  nel pieno esercizio dei nostri diritti civili e politici, chiediamo al Parlamento Europeo il RICONOSCIMENTO immediato dello Stato  indipendente e sovrano  di Palestina sui confini antecedenti il 4 giugno 1967, Stato di Palestina che vivrà in pace e sicurezza accanto allo Stato di Israele.

Firma la petizione

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La manovra del governo: accanimento antisociale
 
di Roberta Fantozzi

Non si preannuncia un luglio in cui sia possibile "tirare il fiato", dopo l'impegno delle amministrative e dei referendum. Ed anzi, all'opposto, è necessario attrezzare l'iniziativa agli scenari pesantissimi che abbiamo di fronte, ora che - passati gli appuntamenti elettorali - il governo si appresta a varare la manovra economica, su cui da giorni si rincorrono le indiscrezioni. Il contesto, come è noto, è quello dell'Euro Plus Tact, la cui approvazione definitiva è stata rinviata ieri dal parlamento europeo, ma i cui contenuti di fondo non sono modificati, a partire dal perseguimento ad ogni costo dell'obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2014 e della riduzione del debito a tappe forzate: ogni anno un ventesimo della differenza tra il debito di ogni paese e il vincolo di Maastricht del 60%.
 
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I PRESIDIANTI NO TAV DELLA MADDALENA DI CHIOMONTE DIFENDONO LA LEGALITA’
di Ambiente Valsusa

Spieghiamo perché, chiarendo una volta per tutte che non si oppongono solamente ad un’opera inutile ma anche ad una procedura autorizzativa che secondo noi non rispetta le vigenti leggi.
Altri e più complessi discorsi sono quelli sul modello di sviluppo, sull’autodeterminazione delle popolazioni, sull’evidente inutilità dell’opera, sui suoi costi economici insostenibili per il nostro Paese, sui motivi per cui grandi partiti e grossi industriali vorrebbero ristabilire il loro potere a forza di carabinieri e polizia in tenuta antisommossa.
Presto qualcuno potrebbe farsi male alla Maddalena, conosciamo i metodi imposti alle forze dell’ordine, già sperimentati al Seghino, a Venaus, alla stazione di Avigliana in occasione della protesta antinucleare. I presidianti della Maddalena sanno a cosa vanno incontro, e conoscono bene quali sono i motivi che li obbligano a presidiare. Molti cittadini però probabilmente non sanno che costoro presidiano anche la legalità. In questo senso sono persone speciali. Utilizzano la non violenza, la comunicazione, il dialogo, perfino la preghiera, eppure sono descritti come pericolosi antagonisti. A cosa si oppongono specificatamente in quel di La Maddalena?

 
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Piazza degli Indignati
 
di Gianni Ferrara
 
Stanno emergendo segni promettenti di riscossa popolare. Non ci si rassegna più, ci si oppone alla strategia distruttiva di socialità, solidarietà, diritti, che il capitale globale, da venti anni e più, ha scatenato per annientare le conquiste di civiltà prodotte dal movimento operaio nel secolo scorso.
Ne è prova la resistenza al dominio padronale degli operai di Pomigliano e di Mirafiori, lo rivelano i risultati delle elezioni di maggio e dei referendum del 12-13 scorso. Il "no" al centro-destra nelle amministrazioni locali e il "sì" ai beni comuni dell'acqua, della sicurezza ambientale, dell'eguaglianza dinnanzi alla legge si ispirano agli stessi principi, concorrono agli stessi obiettivi. Si aggiunge ora l'iniziativa referendaria sulle leggi per l'elezione della Camera e del Senato.
Un'iniziativa più che opportuna, necessaria, provvida. Ha per obiettivo … un primato. Quello delle leggi elettorali peggiori del mondo. Lo conquistò Berlusconi per affibbiarlo all'Italia e dominarla.

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La guerra (in)utile
 
di Fabio Amato

Il titolo non inganni. Siamo sempre e ostinatamente contrari alla guerra. Quella alla Libia come quella in Afghanistan. Ma visto che in questi anni l'imperialismo e le agenzie informative al suo servizio, quelle che fabbricano mostri alla bisogna (sia ben inteso, riconoscere il ruolo di queste agenzie nella campagna mediatica per giustificare le guerre non significa fare dei loro obiettivi dei santi) si sono ben esercitate nell'affiancare aggettivi che aiutassero ad addolcire l'amaro boccone alle opinioni pubbliche occidentali, ne proponiamo uno noi: la guerra "utile". Utile per i pescecani che si azzanneranno per spartirsi le ricchezze della Libia; utile per i signori della guerra che in Afghanistan hanno fatto fortune sulla pelle dei civili vittime dei bombardamenti Nato o degli attentati; utile all'industria militare statunitense e mondiale, con i profitti che salgono e le commesse in armamenti che crescono in tutto il mondo.
 
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La rivoluzione in Europa: non pagare il debito
 

 
di Giorgio Cremaschi

Perchè i lavoratori, i cittadini, il popolo greco dovrebbero impiccarsi alla corda degli strozzini di tutta Europa? Perchè la Grecia dovrebbe rinunciare a stato sociale, diritti, regole, sicurezza; vendere all'incanto i propri beni comuni, a partire proprio dall'acqua, per far quadrare i conti delle grandi banche europee e americane? Questa è la domanda di fondo che si pone oggi in quel paese e, a breve, in tutta Europa.
Si dice che i debiti devono essere sempre pagati, e così quello pubblico della Grecia. Tuttavia quando due anni e mezzo fa le principali banche occidentali rischiavano il fallimento, i governi stanziarono da 3.000 a 5.000 miliardi di euro, secondo le diverse stime, per salvare le banche private ed i loro profitti. Oggi si nega alla Grecia da un trentesimo a un cinquantesimo di quella cifra, se non vende tutto, comprese le sue belle isole come sostengono alcuni quotidiani economici tedeschi.
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«A Sel dico: referendum su legge 30 Così costruiamo una sinistra forte»

di Daniela Preziosi

Segretario Paolo Ferrero, Vendola ha chiesto al Pd di cancellare la legge 30. Siete d'accordo?

Altroché, ma propongo a Vendola un passo concreto: un referendum per cancellarla. Ci sta? Partiamo subito con la raccolta firme. Noi siamo anche d'accordo con i quesiti proposti da Passigli che scardinano il bipolarismo. Perché a mio parere il vero limite della proposta di Sel sta qui. D'accordissimo sulle primarie su candidato e programma. Ma non bastano per costruire l'alternativa. Obama si ritrova un bel po' di parlamentari indisponibili a rompere i rapporti con gli interessi forti. Allo stesso Pisapia, per venire a casa nostra, il bipolarismo fatalmente determina una convergenza al centro. Nello schema milanese, quello delle primarie che piace a Sel, finisce che il centro viene recuperato in giunta, e la sinistra fatta fuori.
 
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La Fds, Sel, l'unità della sinistra e la questione del governo
 
Di Dino Greco

La doppia vittoria nelle elezioni amministrative e nei referendum ha riaperto a sinistra la discussione intorno alla possibilità non soltanto di liberare il Paese da Berlusconi ma, addirittura, di pervenire in tempi brevi ad un'alternativa di governo capace di cambiare in profondità la realtà dell'Italia. Porsi questo interrogativo è non solo legittimo, ma necessario. L'ipotesi di un cambiamento radicale degli equilibri politici va indagata razionalmente, scansando pregiudizi ostativi ed anche frettolose (ed illusorie) precipitazioni.
Sel, ad esempio, è convinta che le condizioni siano maturate a tal punto che i suoi più autorevoli esponenti pongono all'ordine del giorno niente meno che la costruzione di un soggetto unico della sinistra. Allora converrà afferrare il toro per le corna e non eludere il tema posto che chiama in causa anche la Federazione della Sinistra e la sua strategia.

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    Editoriale

Per una Costituente dei beni comuni
 
di Paolo Ferrero

Il risultato dei referendum di domenica  e lunedì scorso è la conferma di un profondo cambiamento che sta avvenendo nel paese e che già si era annunciato nelle elezioni amministrative. In questi giorni è stato sottolineato come i referendum segnalino la crisi organica delle destre, il declino di Berlusconi e l’attenzione sul nucleare suscitata dal disastro di Fukuscima. Il dato di fondo del referendum è però che il voto sull’acqua pubblica ci parla di una decisa inversione di tendenza dell’opinione pubblica del paese sulla questione delle privatizzazioni. Il tema dei beni comuni – a partire dall’acqua – è diventato la forma innovativa in cui si può parlare di pubblico. Un pubblico qualificato dalla dimensione democratica e comunitaria e per questo non riconducibile in alcun modo alla stagione politica del clientelismo democristiano. Da questi referendum emerge inoltre una soggettività dei comitati e delle associazioni che ha costituito – insieme a pochissimi partiti, tra cui in primo luogo Rifondazione Comunista - il tessuto connettivo della raccolta delle firme prima e della campagna referendaria poi. All’interno di questo tessuto di partecipazione occorre poi sottolineare una straordinaria soggettività giovanile che riecheggia le forme di aggregazione e di partecipazione che abbiamo visto all’opera nel movimento altermondialista. Indubbiamente il risultato del referendum – come la straordinaria partecipazione giovanile verificatasi nella tornata amministrativa in alcune città - è il figlio legittimo della stagione di Genova e, proprio nel decennale, ne testimonia la natura tutt’altro che minoritaria.
 
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    Iniziative

Università Estiva Sinistra Europea
 
Dal 12 al 17 Luglio si terrà in Italia , ospitata da Rifondazione Comunista, l'Università estiva del Partito della sinistra europea. L'undici Luglio, sempre a Trevi, si terrà l'incontro della rete femminista europea el-fem.
Una 5 giorni di seminari e dibattiti dedicati al tema, cambiare il mondo per cambiare l'europa, la crisi del capitalismo e le alternative.
Parteciperanno militanti , giovani, dirigenti ed intellettualii da tutt...i i partiti della sinistra europea, oltre ad esponenti della sinistra del sud del mediterraneo. Tutti i lavori si avvarranno di traduzione simultanea in italiano, inglese, francese.
L'Università si terrà in Umbria a Trevi. Il costo per 5 giorni pensione completa è di 150 euro in doppia, 250 in singola, 120 euro in tripla o quadrupla. Si può arrivare in treno o a Trevi o a Foligno. Ci sarà un servizio di bus dalla stazione all'hotel.
Un gruppo di lavoro europeo sta lavorando al programma, che sarà disponibile a breve. Questi i titoli dei seminari e dei workshop.


per info e prenotazioni universitaestiva@gmail.com

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    Editoriale

E ora la lotta per la proporzionale!
 
di Raul Mordenti

Sono pochi i giornali che hanno dato conto di cosa chiedono in concreto gli "indignados" spagnoli, e di conseguenza sono pochi gli italiani che lo sanno: ebbene, quel movimento (che definisce se stesso «democracia real ya!», democrazia reale subito) chiede con grande forza nel suo programma «la modificazione della legge elettorale per garantire un sistema autenticamente rappresentativo e proporzionale che non discrimini nessuna forza politica né volontà sociale» (cfr. l'intero programma nel sito www.carta.org). E' questa un'assoluta necessità per liberarsi del soffocante bi-polarismo che, anche in Spagna!, uccide la democrazia, costringendo gli elettori a scegliere tra due varianti del medesimo "pensiero unico" e delle medesime politiche antipopolari, cioè fra il Psoe di Zapatero e la destra del Ppe.
Lo stesso tema della conquista di una legge elettorale proporzionale deve essere messo all'ordine del giorno anche in Italia. Forse il berlusconismo è morto, ma certo esso non è sepolto, e continuerà ad ammorbare l'aria della democrazia italiana se la sinistra non saprà delineare una vera via d'uscita. Al centro di tale fuoruscita c'è la legge elettorale proporzionale, esattamente come ci fu l'irresponsabile abbandono della proporzionale (da parte dell'allora Pds) all'origine del berlusconismo. Ora forse risulta chiaro a tutti quello che, da soli, veniamo dicendo da quasi venti anni, cioè che la proporzionale (che significa solo assegnare tanti seggi quanti sono i voti) è in realtà tutt'uno con la Costituzione, e che con la proporzionale l'avventura berlusconiana sarebbe stata semplicemente impensabile. Direi che la legge elettorale maggioritaria, il premio di maggioranza, la personalizzazione della politica, il bipolarismo e il presidenzialismo (tutti - non per caso - punti del Piano della P2 di Licio Gelli!) hanno svolto per il berlusconismo esattamente lo stesso ruolo che la monarchia svolse per il fascismo, cioè gli hanno aperto le porte; e come la monarchia non potè sopravvivere al fascismo, così la filosofia anti-proporzionale non può e non deve sopravvivere al berlusconismo.
 
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