Una pubblica amministrazione di qualità bilità necessarie per assicurare buone politiche pubbliche
e piena garanzia dei diritti e richiede, quindi, un’azione
politica decisa e concreta.
Formuliamo le nostre proposte partendo da alcune convinzioni:
-   il sistema amministrativo è necessariamente ispirato ai
     principi  del  pluralismo  e  dell’autonomia.  l’Europa,  lo
     Stato, le regioni, gli enti locali, ma anche le universi-
     tà, le scuole, gli enti associativi, non possono essere
     ridotti ad unità o collocati secondo una rigida gerar-
     chia: in una società moderna i loro valori e interessi
     devono essere capaci di integrarsi. L’efficacia di un’am-
     ministrazione dipende quindi innanzitutto dalla sua capa-
     cità di fare sistema;
-   la capacità di agire e di decidere dipende, innanzitutto,
     dalla qualità e dalla competenza delle strutture ammini-
     strative: l’amministrazione ha bisogno di persone alta-
     mente qualificate, di capacità tecniche, di un patrimonio
     
di  conoscenze  condivise.  Altrimenti  sarà  preda  degli
     interessi particolari, incapace di formulare strategie e
     di controllare i propri fornitori, come di valutare la
     qualità dei servizi che essa stessa rende e di migliorare
     i propri costi e i propri rendimenti;
-   vi sono beni pubblici che non possono essere prodotti dal
mercato e che sono essenziali per la vita e lo sviluppo
del paese, così come vi sono azioni di contesto – il sup-
porto all’internazionalizzazione delle imprese o la dif-
fusione dell’innovazione tecnologica – che devono avere
dimensione di sistema. In questi casi la responsabilità
pubblica deve essere chiara e trasparente.
Una Amministrazione
che aiuti la crescita
economica e sociale
Se l’economia stenta è anche perché il centrodestra non sa uti-
lizzare l’amministrazione come leva dello sviluppo. Nel marzo
2001, esattamente al termine della stagione di riforme ammini-
strative del centrosinistra, l’OCSE rilevava il cammino compiu-
to dall’amministrazione italiana nel percorso di modernizzazio-
ne (privatizzazione, liberalizzazione, semplificazione, riduzio-
ne dei costi), con ricadute positive sul ritmo dell’economia.
Un  ritmo  superiore  a  quello  ottenuto  nell’intero  periodo
del  governo  Berlusconi  (l’economia  italiana  è  cresciuta  nel
2001  più  di  quanto  abbia  fatto  complessivamente  dal  2002  al
2005).   Si   consideri   negli   stessi   anni   il   centrosinistra
realizzò   anche   una   politica   di   contenimento   della   spesa
e  di  riduzione  del  debito  alla  quale  il  settore  pubblico
ha dato il proprio contributo.
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