Il valore delle Istituzioni Repubblicane 18 -   imporre  il  rispetto  di  un  patto  interno  sui  saldi  di       bilancio, per evitare che il federalismo fiscale porti
      ad  un  incremento  del  debito  pubblico.  A  partire  dal
      patto si cercherà un riequilibrio delle risorse basato
      su standard e indicatori oggettivi dei costi dei servi-
      zi e delle prestazioni e su strumenti premianti dei com-
      portamenti virtuosi;
-   raggiungere il bilanciamento tra autonomia, flessibilità
      e responsabilità: gli amministratori locali godranno di
      autonomia  nelle  scelte  di  indirizzo  e  di  flessibilità
      nelle scelte di gestione, ma saranno vincolati al patto
      interno per i saldi complessivi di bilancio;
-   garantire una maggiore certezza sulle risorse disponibili
      per ogni livello di governo. Solo in questo modo si può
      infatti ottenere una maggiore trasparenza nella program-
      mazione delle attività delle amministrazioni locali;
-   completare i trasferimenti di risorse e personale
      a Regione ed enti locali ed attuare una reale riduzione
      dell’apparato statale;
-   attribuire alle Regioni e agli enti locali tributi propri
      e quote di partecipazione al gettito dei tributi eraria-
      li: in questo modo disporranno dell’integrale funziona-
      mento  delle  funzioni  loro  attribuite.  Regioni  ed  enti
      locali potranno inoltre modificare le aliquote e le con-
      dizioni di esenzione od agevolazione per questi tributi;
-   attivare gli strumenti di perequazione tra territori
      ed i finanziamenti di obiettivi straordinari di sviluppo;
-   creare un robusto ed efficace sistema informativo sulla
      finanza pubblica nazionale;
-   escludere che i vincoli di destinazione sulle risorse ordina-
rie siano determinati unilateralmente dal governo centrale. Risolvere il conflitto
d’interessi  
Da quando Berlusconi è entrato in politica il conflitto di interes-
si ha costantemente segnato la vita pubblica italiana. Ogni settore
dell’iniziativa di Governo è stato viziato dal conflitto di inte-
ressi: dall’informazione alle assicurazioni, dalle opere pubbliche
alle società sportive. Un opaco intreccio tra politica e affari.
Anche  gli  osservatori  internazionali  hanno  segnalato,  a  più
riprese,  questa  grave  anomalia  della  democrazia  italiana.  Il
governo ha risposto con una legge-simulacro sul conflitto di inte-
ressi che concretamente non modifica nulla, lasciando che il con-
flitto di interessi venga affrontato con le estemporanee uscite di
Berlusconi  dal  Consiglio  dei  Ministri  al  momento  dell’ennesimo
voto su questioni di suo personale interesse.
Attribuendo    poi    le    funzioni    sul    conflitto    d’interesse
all’Autorità  antitrust,  questa  è  stata  gravata  di  compiti
estranei. Le stesse nomine dei suoi membri ne sono state condi-